Eccoci di nuovo in aereo! Dopo Etiopia, Kenya, Tanzania e Malawi stiamo per raggiungere il Sud Africa! Ma c'è qualcosa che non vá...
Siamo partiti da un aeroporto con un singolo controllo bagagli, un gate e aereo parcheggiato letteralmente a 30 metri dal gate, già in direzione di decollo. Adesso siamo arrivati in un aeroporto bellissimo e ultramoderno, efficiente e rapido. Usciamo in una gigantesca hall e ad accoglierci c'é Joan, babbonatale Afrikaans alto due metri, 120 kg, naso rosso e capelli bianchi arruffati. Ci saluta con il classico inglese parlato dagli olandesi, ma per rendere l'idea del personaggio: ogni due parole intercala con un "Arrrr!" (come il marinaio dei Simpsons!), non perde occasione per avvisarci dei pericoli chd correremmo se decidessimo anche solo di parlare a un nero, ci enuncia più e più volte le meraviglie del Drakensberg (una catena montuosa) e dopo 20 minuti che ci conosce vuole farci vedere a tutti i costi le foto di quando gli hanno tagliato via le dita del suo piede destro! Insomma un bonacciobe, ma un po' particolare!
Saliamo con "Joan Arrr Drakensberg"su una Ford Fiesta nuova e ci immettiamo in un reticolo di autostrade identiche alle nostre (pedaggi compresi!), se non fosse che si guida a destra.
Nell'arco di mezz'ora siamo certi che il Sud Africa sará un viaggio bellissimo (i paesaggi non mentono)...ma la poesia dell'Africa la ritroveremo?
Adesso che sono passati sei giorni possiamo dire che l'Africa in Sud Africa c'è, ma solo quando ci si distacca un po' dalla strada principale e si esplora la natura e i parchi naturali (che sono davvero splendidi, oltre che perfettamente organizzati). E' un paese dalle molte contraddizioni, prima fra tutte che girando si vedono più bianchi che neri e nei luoghi turistici un nero "cliente" é davvero raro. Eppure i bianche sono 3.5 milioni e i neri 40. C'è qualcosa che non torna? Ci dicono che é la stagione sbagliata (e in effetti si incontrano quasi solo persone di mezz'età in ferie), ma resta un fatto che viaggiando per strada si vedono bellissime some tenute di campagna, fattorie perfettamente efficienti, industrie e nello stesso tempo paesini costruiti dal nulla con migliaia di piccole casette identiche, dove vive la maggior parte della popolazione di colore (che in maggioranza è a sua volta composta da immigrati di paesi confinanti). E' impossibile tirare le somme in qualche giorno, ma le tante chiaccherate con persone locali ci fanno capire che questo Paese sta vivendo un momento delicato, che la vera integrazione comporta tante difficoltà e la strada sembra essere ancora lunga. Da esterni pensiamo che i mezzi e le possibilità non manchino, ma l'unica speranza che permetterà al Sud Africa i fiorire sarà una gestione politica lungimirante e attenta. A detta di tutti, servirebbe un altro Mandela, che però sembra proprio mancare.
Commenti generali a parte, il Paese é splendido e facilissimo da visitare. Per noi ancora di più perché il mitico Enervino, zio di Francesca (che non finiremo mai di ringraziare!) non solo ci ha fatto venire a prendere da Arrr e ospitato la prima notte, ma ci ha anche lasciato una macchina per girare in questi giorni!!! L'ospitalitá sua e della sua famiglia é stata incredibile, e non vediamo l'ora di ricambiare quando passeranno da Bruxelles!!
Con il nostro bolide abbiamo risalito le cime del Drakebsberg (ebbere si, Arrr ci hs convinto!) fino al confine con il Lesotho (0 gradi e neve in lontananza inclusi!!), poi siamo scesi a Durban e abbiamo risalito le spiaggie della costa est fino quasi al Mozambico. Abbiamo piantato la nostra tendina in luoghi spettacolari e incontrato paesaggi sempre diversi e maestosi, incluse foreste, savana, colline, piantagioni immense, spiaggie oceniche e parchi naturali con tanto di rinoceronti a bordo strada e balene al largo della costa!! Insomma, viaggio soft, molto diverso da quello che abbiamo fatto finora ma decisamente bello! =)
Oggi pomeriggio si entra in Swaziland per tre giorni di trekking e relax, chissá se incontriamo il re!!
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